Venerdì della III settimana di Quaresima
Mc 12,28b-34
“Amerai”
Quello di oggi è uno dei colloqui più significativi dei vangeli, uno scambio di affermazioni tra Gesù e uno scriba che arrivano a sintonizzare sull’essenziale della vita di fede: i comandamenti più importanti. Non si tratta di un esercizio accademico, ma di avvertire quello che conta veramente nella nostra esistenza, quello che porta a pienezza le nostre aspirazioni più profonde. I comandamenti sono istruzioni più che direttive, indicazioni per una vita pienamente umana. E penso sia esperienza comune che quando si ama e si è amati si percepisca senso e soddisfazione. È bellissimo il verbo al futuro:amerai”! Nasciamo da un desiderio di bene, ne intuiamo il fascino, ma si impare ad amare! Quante speranze, sogni, progetti e nello stesso tempo fraintendimenti e limiti nel voler bene! Se abbiamo bisogno di maestri è proprio nell’arte d’amare. La parola di Dio ci illumina accompagnandoci passo dopo passo, Gesù è il fratello maggiore che ci sprona e ci dà testimonianza della Carità. Spesso pensiamo che amare se stessi sia contrapposto ad amare gli altri, che volersi bene sia egoismo o per lo meno alternativo all’avere a cuore il prossimo. Ma la Scrittura stessa ci rende consapevoli che amare è amarsi e viceversa: “Il prossimo tuo come te stesso”! Ascoltare, accogliere, accettare, prendersi cura, stimare…. E tutte le altre espressioni concrete dell’amore sono sia riflessive che transitive, sia per per il prossimo che sono io sia per chi è parte della mia vita. E Dio? Non è colui che ci ama in anticipo, gratuitamente?