Giovedì della II settimana di Avvento “Il regno dei cieli”

Matteo 11,11-15
“Il regno dei cieli”
Quello che Gesù propone non è una classifica del valore degli uomini, ma vuole sottolineare che la comprensione del Regno aumenta con l’ascolto delle sue parole. Giovanni è stato un grandissimo precursore, con coraggio e autenticità di vita ha richiamato alla conversione, ma neppure lui sapeva quello che Gesù avrebbe annunciato, tanto che dal carcere si domande se fosse arrivato il Messia o bisognasse attenderne un altro… Entrare nel Regno è lasciare le proprie idee e aspettative su Dio per vivere una vera relazione di conoscenza e conversione a qualcosa di inedito. Occorre anche con Dio come con gli uomini, rimanere aperti alla conoscenza reciproca, non ci conosciamo mai del tutto e il parlarsi, l’ascoltarsi sono sempre necessari. Ma è anche la dinamica che mantiene vivo ogni rapporto, forse faticosa perché possiamo oscillare tra distanze ampie e ridotte, ma permette di crescere umanamente. Dall'”Abba, Padre” al “Mio Dio, mio Dio perché mi hai abbandonato?”… Coltiviamo la relazione con Dio, dedichiamo tempo alla preghiera, all’ascolto del Vangelo, al compiere i passi personali a cui siamo chiamati per realizzare il Regno nella nostra vita. Quali sono quelle opere, quei gesti che sento più evangelici e che mi aspettano?