Lunedì della II settimana d’Avvento “Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati”

“Uomo, ti sono perdonati i tuoi peccati”
Che bella questa espressione! Sentirsela rivolgere… non ‘peccatore’ ma ‘uomo’, riconosciuti più grande del nostri errori, noi non siamo il nostro peccato, siamo più grandi di questo. Nel vangelo di oggi viene raccontata la guarigione di un uomo paralizzato, portato dinnanzi a Gesù da quattro amici che non demordono di fronte alla difficoltà, ma escogitano di passare dal tetto della casa dove era il Signore pur di salvare la persona a loro cara. E questa caparbietà è già un annuncio prezioso, quello della bellezza dell’amicizia, del suo valore salvifico nella nostra vita… Abbiamo amicizie per le quale saremmo disposti a compiere gesti impegnativi, creativi, pur di aiutarle? Ma poi vi è la sorpresa delle parole di Gesù: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”…. Ma come? Non era stato portato per essere guarito dalla paralisi fisica? Eppure il Signore dà la precedenza al perdono dei peccati e addirittura compirà il miracolo per aiutare a credere nella possibilità del perdono! Perché se è vero che vi sono malattie invalidanti è altrettanto serio che vi sono abitudini interiori che avvelenano il cuore e bloccano la gioia. Vi sono stili di complicità con logiche negative che sono difficili da interrompere, che legano e paralizzano. Quanto è complesso smettere di parlare male in un ambiente dove questa è una consuetudine e vi abbiamo contribuito anche noi… Accorgersi che è più il tempo trascorso a elencare i difetti piuttosto che i pregi di colleghi o conoscenti sarebbe già un passo per avviare un processo di cambiamento e quante altre situazioni potremmo elencare. Ma sarebbe di grande aiuto che vi fossero delle persone che volendoci bene, ci portano di fronte al Signore mentre siamo ancora paralizzati… Che bello se nelle nostre comunità ci aiutassimo a essere richiamati, accompagnati e caparbiamente sostenuti per poter riscoprire misericordia e pace!