Mercoledì della II settimana di Avvento “Il mio peso leggero”

Matteo 11,28-30
“Il mio peso leggero”
Gesù non è venuto ad appesantire la vita con regole e paure, ma ad alleggerirla con misericordia e fiducia, con parole di benedizione e giustizia. Troppo spesso prevale la forma scadente della religione come reticolato di norme e sparisce l’annuncio della passione di Dio per l’uomo, del Padre per i figli. Gesù ha alleggerito dalle leggi dell’osservanza del Sabato perché contrapponevano il bene dell’uomo all’essere adempienti di fronte a Dio. E oggi quali sono le regole che rischiano di sacrificare uomini in nome di Dio? Pensiamo ad esempio a tutta la questione delle persone con orientamento sessuale diverso. Ha presentato la vita cristiana come segno dell’amore di Dio a servizio dell’umanità introducendo il primato del servizio, denunciando tutte quelle forme di potere che venivano esercitate dagli uomini religiosi mettendo pesanti fardelli sulle spalle dei fedeli senza toccarli con un dito. Ha tolto le stimmate del giudizio implacabile poste sulle persone additate come peccatori, credendo in loro e dandogli anche compiti importanti, vedi Levi divenuto l’apostolo Matteo o la Maddalena divenuta un’importante protagonista dell’annuncio della Resurrezione. Gesù non carica di pesi, ma annuncia che Dio ci è Padre, che crede in noi più di noi stessi, che nulla e nessuno è imperdonabile e che la gioia sia nell’amarci come Lui ci ha amati. Alziamo lo sguardo dalle nostre miserie, Gesù ci solleva il cuore per vivere dinamiche di rinnovamento e speranza.