Sabato della I settimana di Avvento, “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”

Sabato della I settimana di Avvento
Matteo 9,35-38 – 10,1.6-8
“Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”
Percorrendo le strade della sua terra, Gesù si commuove perché avverte la stanchezza delle folle e i loro smarrimenti. Percepisce che sono alla ricerca di una voce autorevole che sia credibile, voce di un pastore capace di aiutarle a trovare ciò che sfama e disseta. Questa situazione mi ricorda quella attuale, anche oggi si riscontra una diffusa stanchezza del vivere che si traduce in rapporti stressati e nervosi, facilmente ci si irrita e ci si scontra. Forse la frenesia o la precarietà economica possono essere alcune cause di questa stanchezza come pure la richiesta di livelli alti di prestazioni per rimanere sul mercato e magari guadagnando solo il necessario per sopravvivere. Spesso tutto questo ha ripercussioni sulle relazioni affettive che diventano valvole di sfogo. È certo che siamo assetati di pace e ascolto reciproco. Emerge una sete di spiritualità, di aggregazione. Credo che quando la vita di fede si traduce in piccole comunità accoglienti possa diventare una bella offerta di ristoro e speranza al mondo. Le nostre realtà ecclesiali se ispirate dal Signore, dal suo comandamento dell’amore, si possono tradurre in accoglienze gratuite, prive della necessità di prestazioni, creando quel clima per poter essere se stessi. Sappiamo quante energie occorrono per mostrarsi diversi, all’altezza di qualche aspettativa. Vegliamo sulle nostre comunità affinché si generi un tessuto di fiducia che aiuti a rialzarsi dalle proprie cadute, dai propri sbandamenti, a portare i pesi gli uni degli altri perché lo Spirito che realizza la chiesa è quello del Risorto!